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    December 14

    "Sopra la città" di Marc Chagall

    L'opera che ti descrive meglio è questa...
    Sembra quasi che questa realtà non ti appartenga e che tu viva in un mondo tutto tuo, quasi irreale e sospeso tra il cielo e la terra.
    Sognare, però, non è sempre sufficiente per affrontare le sfide della quotidianità.
     
    "Bè..si..forse è così.."
    June 19

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    "Si fa un film esattamente come si parla.
    Ci sono persone che dicono cose incomprensibili perchè seguono dei pensieri in libertà o prendono un discorso a metà senza spiegare i prodromi.
    E ci sono persone che raccontano logicamente, si fanno capire dall'ascoltatore mettendosi nei suoi panni.
    Avviene la stessa cosa per i registi. Io tengo conto degli spettatori nello stesso modo in cui tengo conto degli altri quando entro nel metrò: guardo se c'è qualcuno dietro perchè in quel caso gli tengo la porta aperta.
    Non si tratta solo di buona educazione o di tatto, il problema è se si pensa o no agli altri.
    Io ci penso.
    Non racconto una storia allo stesso modo alla mia assistente o a mia figlia, o a qualcuno che vedo solo tre volte all'anno.
    Il linguaggio si adegua alle persone a cui ci si rivolge.
    Tutto dipende insomma dall'idea che ci si fa della comunicazione".
    François Truffaut
    April 06

    ..

     

    Stanco. Son stanco. Fuggi. Allontanati. Estinguiti.
    Non imprigionare la mia sterile testa tra le tue mani.
    Mi segnino la fronte le fruste del gelo.
    La mia inquietudine si sferzi con i venti dell'Atlantico.

    Fuggi.Allontanati.Estinguiti

    La mia anima deve star sola.

    (da:"Sei Tutta Spume" di P.Neruda)

    June 12

    Guernica - Pablo Picasso

    LA GUERRA CIVILE SPAGNOLA
    Negli anni Trenta la Spagna era diventata una repubblica democratica in cui le forze della Sinistra si erano impegnate in un'azione di profondo rinnovamento economico e sociale, in particolar modo propugnando la riforma agraria. Le elezioni del febbraio 1936 furono vinte dal Fronte Popolare, l'unione delle forze di Sinistra, con 278 deputati contro i 134 della Destra. Nonostante la sconfitta elettorale, la destra conservatrice, organizzatasi nella Falange, appoggiata dai fascismi europei e dalla chiesa cattolica, rimaneva molto forte, soprattutto perché poteva contare sull'appoggio dell'esercito. I primi mesi di governo del Fronte Popolare furono segnati da accanite lotte in ogni settore della vita politica e sociale che diedero luogo ad episodi anche sanguinosi. Il 13 luglio 1936 un attentato del quale rimase vittima un importante esponente monarchico fu il segnale della rivolta. Il 17 luglio, con una sollevazione delle truppe spagnole di stanza in Marocco, cominciò la guerra civile che presto si estese anche in Spagna. Ben presto il capo della rivolta divenne il generale Francisco Franco. Parte della Spagna fu occupata dall'esercito franchista, mentre l'altra  rimase fedele al governo repubblicano, che chiamò il popolo alle armi contro i militari ribelli e la Falange. La guerra fu combattuta con grande determinazione da entrambe le parti: l'esercito repubblicano riuscì a fermare i franchisti ed il conflitto divenne sanguinosissimo. Esso durò infatti fino al 28 marzo 1939 con oltre un milione e mezzo di vittime. Da tutta Europa giunsero in Spagna i volontari antifascisti che combatterono nelle Brigate Internazionali, ma le democrazie europee non intervennero particolarmente in difesa della Spagna repubblicana, anche per i sospetti suscitati dalla presenza comunista e dagli aiuti sovietici,benché piuttosto limitati. Invece l'Italia fascista di Mussolini inviò un vero e proprio corpo di spedizione in aiuto di Franco, e Hitler fornì importanti aiuti soprattutto per quanto riguarda l'aviazione, come la Legione Condor, un'unità dell'aeronautica tedesca, che sperimentò in Spagna le tecniche di bombardamento che sarebbero poi state massicciamente impiegate nella Seconda Guerra Mondiale. Dopo tre anni di sanguinosi combattimenti i franchisti ebbero la meglio: a loro favore giocò, oltre la supremazia militare, la disorganizzazione dell'esercito nemico che rispecchiava i contrasti politici che si erano aperti nel Fronte Popolare, con la repressione degli anarchici da parte dei comunisti in particolare. Centinaia di migliaia di repubblicani dovettero fuggire o finirono prigionieri e Francisco Franco instaurò una dittatura di tipo fascista, della quale fu il capo indiscusso per oltre trent'anni.

    IL BOMBARDAMENTO di Guernica (1937)

    Il 26 Aprile 1937, l'aviazione falangista, con aerei e piloti tedeschi, attaccò e rase al suolo la cittadina basca di Guernica, uccidendo in tre ore e mezza circa 2000 persone. Dal punto di vista militare, Guernica era un obbiettivo del tutto insignificante; l'azione, svoltasi in un giorno di mercato, fu una strage compiuta per seminare terrore nella popolazione civile e sperimentare una nuova tattica di guerra aerea: il bombardamento a tappeto.
    Così racconta l'episodio il quotidiano britannico Times del 28 aprile 1937: 'Il lunedì a Guernica è giorno di mercato per la gente delle campagne. Alle 16,30, quando la piazza era affollata, e molti contadini stavano ancora arrivando, la campana diede l'allarme . Cinque minuti dopo un bombardiere tedesco volteggiò sulla città a bassa quota, quindi lanciò le bombe mirando alla stazione. Dopo altri cinque minuti ne comparve un secondo, che lanciò sul centro un egual numero di esplosivi. Un quarto d'ora più tardi tre Junker continuarono l'opera di demolizione e il bombardamento si intensificò ed ebbe termine solo alle 19,45, con l'approssimarsi dell'oscurità. L'intera cittadina, con settemila abitanti e oltre tremila profughi, fu ridotta sistematicamente a pezzi. Per un raggio di otto chilometri, tutt'intorno, gli incursori adottarono la tecnica di colpire fattorie isolate. Nella notte esse ardevano come candele accese sulle colline.

     

    IL QUADRO.

    Guernica, 1937, tempera su tela, 349 x 776,5 cm
    Fin dagli inizi della guerra, Picasso si era infatti dichiarato a favore del governo repubblicano, e Guernica rappresenta quindi il momento del dolore e dell'ira. L'opera, di effetto monumentale, venne realizzata dopo la distruzione della cittadina basca, in meno di due mesi. Abbiamo diverse versioni del quadro. Picasso studiò febbrilmente la scena in un centinaio di disegni preparatori datati tra il primo ed il nove maggio del 1937. L'emozione e la collera di Picasso per il massacro viene espressa nel quadro con una visione drammatica di corpi sfatti, visi stravolti, in uno sfondo privo di colore in cui echeggiano urla lancinanti.

    L'autore è all'apice della sua tensione creativa. La novità di quest'opera consiste nella sintassi cromatica che ammette solamente il bianco e il nero, suggerita dalle immagini di distruzione apparse sui giornali. Si può dire, dunque, che la scena non è ambientata né dentro né fuori, bensì ovunque, poiché diverse linee guidano lo sguardo in profondità, accorciamenti prospettici irregolari confondono il dato spaziale, e non si può stabilire un'unica fonte di luce. La composizione, che si allunga orizzontalmente, riunisce sette gruppi di personaggi, e presenta un'articolazione chiara e raffinata. Due scene occupano le superfici laterali di destra e di sinistra; tra queste, secondo una struttura triangolare, si sviluppa una terza scena. Al centro, in una posizione innaturale, si vede un cavallo ferito che si volge a sinistra; dalle fauci dolorosamente spalancate fuoriescono strazianti nitriti. A destra si allungano il profilo stilizzato di una testa umana e un braccio che tiene accesa sulla scena una lampada a petrolio. Sopra la testa del cavallo s'innalza un grande "occhio di Dio" inserito al posto della pupilla, che presenta una lampadina e che è simbolo allo stesso tempo del sole e della luce elettrica. A destra del cavallo una donna inginocchiata conclude il gruppo compositivo centrale. A sinistra e sotto il cavallo ferito giace, al suolo con le braccia aperte quasi fosse crocefisso, la statua di un guerriero, che stringe con la mano destra una spada spezzata. Sopra la statua del guerriero della parte sinistra vi sono, tra le macerie fumanti, un toro e una madre urlante che tiene tra le braccia il figlio morto. Sul margine destro ,invece, vi è una figura col capo rovesciato all'indietro, la bocca spalancata in un grido di agonizzante dolore poiché avvolta dalle fiamme.

    LE VICENDE DEL QUADRO

    Nel gennaio del 1937 il governo del Fronte Popolare affidò a Picasso la realizzazione di un pannello murale per l'arredamento del padiglione spagnolo all'esposizione mondiale che sarebbe stata inaugurata a Parigi nel luglio di quell'anno. Picasso dunque si trasferì in un nuovo atelier situato in Rue des Grands-Augustins a Parigi, la stessa strada nella quale Balzac aveva ambientato la sua novella Chef-d'œuvre inconnu. Per l'esecuzione del nuovo incarico egli pensò sulle prime di ricorrere ad un tema che trattasse la libertà dell'arte; quando però venne a sapere del bombardamento di Guernica, impressionato a tal punto da tale avvenimento, mutò il suo progetto. L'opera, realizzata già a metà giugno, sarà esposta nel padiglione Spagnolo all'Esposizione Internazionale delle Arti e Tecniche di Parigi (a cui parteciparono altri illustri pittori spagnoli: Joan Miró, Julio González e Javier Bueno), e verrà successivamente spostata negli Stati Uniti a New York al Museum of Modern Art durante l'occupazione nazista di Parigi. Picasso aveva pensato l'opera per Madrid, ma fintanto che il dittatore Franco rimase in vita, rifiutò di consegnarla alla Spagna. Il dipinto giunse in Spagna con la fine della dittatura, nel 1981, e per lungo tempo è stato esposto a Madrid al Casón del Buen Retiro presso il Prado (la direzione del quale gli era stata affidata dal governo repubblicano). Oggi è visibile al museo Reina Sofia di Madrid.

     

     

     

     


     

    June 07

    vi ricordate di auest'uomo?un attore...un mito...un genio..un folle..james dean...

    Nome: James Byron Dean
    Data e luogo di nascita : 8 Febbraio 1931, Marion, Indiana, USA
    Data e luogo di morte : 30 Settembre 1955, Paso Robles, California, USA

    Bello, fragile e dannato. Jimmy Dean, come lo chiamano gli amici, viene consacrato a mito anche a causa della sua morte precoce. Avvenuta all'età di ventiquattro anni, a seguito di un rovinoso incidente stradale, sulla costa californiana. Perde presto la madre, il padre è dentista. Ma viene allevato dai suoi zii in una fattoria di Fairmont nell'Indiana. Studia a Santa Monica e a Los Angeles dove comincia la sua esperienza artistica in una serie di programmi tv. Nel 1952 debutta con successo a Broadway in See the Jaguar. Dopo qualche breve apparizione televisiva recita a Broadway ne L'immoralista, di Gide. A Hollywood eccolo in piccole parti ne I figli della gloria e Attente ai marinai, Il capitalista. Nel frattempo frequenta l'actor Studio di Santa Monica, dove conosce Marlon Brando che diventa, letteralmente il suo idolo. Brando, come tutti del resto, lo detesta. E' rozzo e scontroso, imprevedibile, capace di tutto. Ma è dotato, e viene notato da Elia Kazan che gli affida il ruolo di Cal Trask ne La valle dell'Eden, da Steinbeck. E' il successo immediato: nasce il mito di James Dean, l'incompreso per eccellenza. Un attore che deve il suo fascino tenebroso, simbolo del suo personaggio, ad un carattere schivo ed introverso. James dapprima si concentra sui metodi interpretativi dell'Actor's Studio, poi sulla gestualità corporea, sull'espressività fisica, che tanto gli piace. Accostando questa cura del gesto ad altre sue passioni: le moto, per il brivido della velocità, ed il suo cavallo.
    Ha appena ternimato il suo primo film da protagonista che viene subito scritturato per Gioventù bruciata e, quasi contemporaneamente per Gigante">Il Gigante. Non ha ancora terminato il film, che si schianta con la sua Porsche sulla strada di Salinas, in Texas. E' l'inizio di una leggenda postuma che ha pochissimi uguali. Il "ragazzo ribelle" era già l'idolo della sua generazione. Esageratamente espressivo, fragile, stupidamente aggressivo, piuttosto tozzo e basso, possedeva tuttavia quell'incanto innato che genera il miracolo del cinema e del mito. In tutti e tre i film contestava rabbiosamente: i genitori nei primi due, il padrone nel Gigante. La sua recitazione era esasperata, di troppa espressione, ma sullo schermo la sua presenza era enorme. Se fosse vissuto si sarebbe certamente perfezionato. Ciondolante, con gli immancabili Jeans, quasi sgraziato, James misura a passi il piccolo podere che ha ereditato ne Gigante">Il Gigante. E' solissimo, non sa ancora che sotto quella terra secca c'è il petrolio. Il suo personaggio Jett lo scoprirà, Dean rimarrà solo e senza sogno. Era davvero fatto apposta per prendere su di sè le angosce misteriose, non identificate dei giovani di quell'America che era uscita dalla guerra senza identificare i nuovi pesanti, dolorosi cambiamenti. Tutto questo Dean non lo sapeva, ma non ha nessuna importanza, perché lo ha trasmesso.
    La scomparsa del teen-ager per eccellenza, del simbolo dei giovani ribelli, scatena una sorta di isterismo collettivo. I media parlano di un simile effetto a catena, riferendosi a quello del 1926, dopo la morte di Rodolfo Valentino. Ma se in quel caso si tratta di idolatria, la scomparsa di Jimmy Dean equivale alla perdita di un eroe da emulare. I giovani lo amano e ne imitano l'atteggiamento: restano privati della prima, vera, identificazione di massa con un personaggio del grande schermo. Un desiderio di ribellione a tutto campo, che significa reagire alla solitudine di quegli anni, al senso di incomprensione accusato dai ragazzi, alla guerra fredda e a quella che tanti giovani americani combattono in Corea. James Dean incarna questo ed altro. Un giovane miope dalla bella faccia, fisicamente un po' goffo, non troppo alto e sempre col muso lungo: che davanti alla telecamera si trasforma in un cigno. È un tutt'uno con il personaggio che interpreta: è impossibile non restarne stregati. La morte, come purtroppo capita, per ironia lo rende immortale. Uccidendolo in pieno romanticismo moderno. Nel 1957, in suo omaggio, si gira James Dean: The first American Teenager, per la regia di Robert Altman e George W. George ed il montaggio di Ray Connolly. L'Empire Magazine lo inserisce tra le cento stelle cinematografiche di tutti i tempi. James Byron Dean, dal poeta preferito di sua madre, ora riposa al Park Cemetery di Fairmount, nell'Indiana.

     

     


     

    roberto bolle...c'est magnifique...

     
          
     
    Nato a Casale Monferrato, Roberto Bolle è entrato giovanissimo alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala; il primo a notare il suo talento è stato Rudolf Nureyev, che lo ha scelto per interpretare il ruolo di Tadzio nel balletto Morte a Venezia. Nel 1996, appena due anni dopo il suo ingresso nel balletto scaligero, alla fine di un suo spettacolo di Romeo e Giulietta, viene nominato Primo Ballerino dall’allora direttrice del Ballo, Elisabetta Terabust.
    Da quel momento è protagonista di balletti classici e contemporanei come La bella addormentata, Cenerentola e Don Chisciotte (Nureyev), Il lago dei cigni (Nureyev-Dowell-Deane-Bourmeister), Schiaccianoci (Wright-Hynd-Deane-Bart), La Bayadère (Makarova), Etudes (Lander), Excelsior (Dell’Ara), Giselle (anche nella nuova versione di Sylvie Guillem), Spectre de la rose, La Sylphide, Manon, Romeo e Giulietta (MacMillan-Deane), Onegin (Cranko), Notre-Dame de Paris (Petit), La Vedova allegra (Hynd), Ondine, Rendez-vous e Thaïs (Ashton), In the middle somewhat elevated (Forsythe), Tre preludi (Stevenson).
    Molti anche i ruoli neoclassici: in Agon, Tchajkovsky pas de deux ma soprattutto Apollon musagète, che gli ha permesso di ottenere una candidatura al Premio "Benois de la danse".
    Dal 1996 si è intensificata la sua carriera internazionale.
    Ha danzato con il Royal Ballet, il Balletto Nazionale Canadese, il Balletto di Stoccarda, il Balletto Nazionale Finlandese, la Staatsoper di Berlino, il Teatro dell’Opera di Vienna, la Staatsoper di Dresda, Il Teatro dell'Opera di Monaco di Baviera, il Wiesbaden Festival, l'8° e il 9° Festival Internazionale di Balletto a Tokyo, il Tokyo Ballet, l’Opera di Roma, il San Carlo di Napoli, il Teatro Comunale di Firenze.

    Derek Deane, direttore dell’English National Ballet, ha creato per lui due produzioni: Il lago dei cigni e Romeo e Giulietta, entrambe rappresentate alla Royal Albert Hall di Londra.

    In occasione del 10° anniversario dell’Opera del Cairo, ha partecipato ad una spettacolare Aida alle piramidi di Giza e successivamente all’Arena di Verona, per una nuova versione dell’opera trasmessa in mondovisione.

    Dal dicembre ’98 è Artista Ospite Residente del Teatro alla Scala.
    Nell’ottobre del 2000 ha inaugurato la stagione del Covent Garden di Londra con Il lago dei cigni nella versione di Anthony Dowell e nel novembre è stato invitato al Bolshoi per celebrare il 75° anniversario di Maija Plisetskaja alla presenza del Presidente Putin.

    Nel giugno 2002, in occasione del Giubileo, ha danzato a Buckingham Palace al cospetto della Regina d’Inghilterra: l’evento è stato ripreso in diretta dalla BBC e trasmesso in tutti i paesi del Commonwealth.

    Nell’ottobre del 2002 al Teatro Bolshoi di Mosca, è stato protagonista con Alessandra Ferri del Romeo e Giulietta di Kenneth MacMillan, nel corso della tournée del Balletto della Scala di Milano.
    Nel 2003, in occasione dei festeggiamenti per i 300 anni di San Pietroburgo, ha danzato Il lago dei cigni, ancora con il Royal Ballet, al Teatro Mariinskij. E subito dopo, per il ritorno del Fauno Danzante a Mazara del Vallo, ha danzato l'Aprés-midi d'un faune di Amedeo Amodio.

    Nella stagione 2003/2004 gli viene riconosciuto il titolo di Etoile del Teatro alla Scala.

    Nel febbraio del 2004 ha danzato trionfalmente al Teatro degli Arcimboldi di Milano ne L’histoire de Manon, per la prima volta accanto ad Alessandra Ferri.
    Nel mese di marzo è apparso in mondovisione al Festival di San Remo, danzando L’Uccello di fuoco, un assolo appositamente creato per lui da Renato Zanella.
    Invitato al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo nell’ambito del III Festival Internazionale del Balletto, Roberto Bolle ha danzato il ruolo del Cavalier Des Grieux ne L’histoire de Manon ed è stato inoltre tra i protagonisti del Gala finale danzando il pas de deux dal Ballo Excelsior e Summer di J. Kudelka.

    Il 1° Aprile 2004 ha ballato al cospetto di Sua Santità Giovanni Paolo II sul sagrato di Piazza San Pietro, in occasione della giornata della Gioventù.

    Nel mese di maggio è stato invitato all’Opéra di Parigi, per il balletto Don Chisciotte, e in dicembre per La Bella addormentata.
    In occasione dell’inaugurazione della Scala di Milano dopo il restauro ha danzato accanto ad Alessandra Ferri nel balletto dell’opera Europa riconosciuta. Nel Piermarini restaurato Bolle ha danzato anche nel Galà di stelle di fine anno e, nell’aprile 2005, in Giselle, accanto a
    Svetlana Zakharova.
    Nel marzo 2005 è stato invitato a danzare Apollon musagète al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, in occasione del IV Festival Internazionale del Balletto.
    Nel dicembre 2005 è stato interprete al Covent Garden di Londra, accanto a
    Darcey Bussell, del revival di Sylvia, nella versione di Frederick Ashton, trasmesso a Natale dalla BBC.

    Nel febbraio 2006 Roberto Bolle ha danzato alla cerimonia di apertura, trasmessa in mondovisione, dei Giochi Olimpici Invernali di Torino, interpretando una coreografia appositamente creata per lui da Enzo Cosimi.

    Fra le sue numerose partners: Altynai Asylmuratova,
    Darcey Bussell, Lisa-Marie Cullum, Viviana Durante, Alessandra Ferri, Carla Fracci, Isabelle Guérin, Sylvie Guillem, Greta Hodgkinson, Margareth Illmann, Susan Jaffe, Lucia Lacarra, Agnès Letestu, Marianela Nuñez, Elena Pankova, Lisa Pavane, Darja Pavlenko, Laetitia Pujol, Tamara Rojo, Polina Semionova, Diana Vishneva, Zenaida Yanowsky, Svetlana Zakharova.

    Numerosi i premi ricevuti: nel 1995 ha conseguito sia il Premio “Danza e Danza” che il Premio “Positano” quale giovane promessa della danza italiana.
    Nel ’99, nella Sala Promoteca del Campidoglio a Roma, gli viene assegnato il Premio “Gino Tani” per aver contribuito con la sua attività a diffondere attraverso il linguaggio del corpo e dell’anima i valori della danza e del movimento. L’anno successivo gli viene conferito in Piazza della Signoria a Firenze il Premio “Galileo 2000” con la consegna del “Pentagramma d’oro”. Riceve inoltre il Premio “Danza e Danza 2001”, il Premio “Barocco 2001” e il Premio “Positano 2001” per l’attività internazionale degli ultimi anni.

    Dal 1999 è “Ambasciatore di buona volontà” per l’UNICEF.

     

    Questa è solo una minima cosa fra quelle che sa fare...che spettacolo...