emilia's profileemily the hellionPhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    November 04

    La montagna incantata, Thomas Mann

    Due giornate di viaggio allontanano l'uomo(specie l'uomo giovane le cui radici sono ancora poco abbarbicate alla vita) dal mondo di tutti i giorni, da quelli che egli considerava doveri, interessi, affanni, previsioni, assai più di quanto non abbia immaginato mentre la carrozza lo portava alla stazione.
    Lo spazio che rotando e fuggendo si dipana tra lui e la sua residenza sviluppa forze che di solito si credono riservate al tempo; di ora in ora provoca mutamenti interiori molto simili a quelli attuati dal tempo, che però in certo modo li superano.
    Come quest'ultimo, esso genera oblio, ma lo fa staccando la persona dai suoi rapporti e trasportando l'uomo in uno stato di libertà originaria...anzi, trasforma in un baleno persino il bedante borghese in una specie di vagabondo.Il tempo, si dice, è oblio; ma anche l'aria delle lontananze è un filtro dello stesso genere, e se anche dovesse agire meno a fondo, in compenso lo fa con maggiore rapidità.
    April 01

    ma la vita è un'altra cosa...

    "Non avevo mai pensato a che gusto potesse avere il vetro.
    Comunque, vista la trasparenza, avrei azzardato potesse
    avere il gusto dell’acqua. Neutro.
    Invece era amaro. Molto amaro, e tagliente. Che non è pro-
    prio un gusto, ma più che altro una sensazione, tagliente, tra
    le labbra e i denti. Ho la bocca piena di pezzi di parabrezza
    andato in frantumi, e per quanto tenti di sputarli la sensazio-
    ne di soffocamento non migliora.
    Questa volta, per una volta, quello in ritardo sarò io.
    Mi viene da vomitare. Ancora un po’.
    Una scusa come la mia, però, lui manco se la sogna."
    Ale
    November 19

    un amore.dino buzzati

    Questo meraviglioso libro parla non solo d'amore, ma della sua parte più autodistruttiva,  del suo risvolto più pericoloso.Parla di un amore "perdente", Buzzati, racconta la storia di un amore, appunto, che ognuno di noi , nell'adolescenza o nella maturità ha avuto la gioia e la sventura di vivere. L'amore come ossessione, come disprezzo di se, come totale dipendenza dall'altro, l'amore come gioia dell'esistenza dell'altro , come castrazione di se, come negazione del proprio orgasmo e ricerca spasmodica dell'orgasmo altrui. Nel libro un uomo rincorre una donna, ma credo che i ruoli potrebbero essere tranquillamente ribaltati, nel libro sembra esserci una vittima ed un carnefice, per poi lasciarci capire che forse il carnefice è solo distratto ed ignorante, mentre la vittima è essa stessa carnefice di se.  Insomma c'è tutto l'amore che vorremmo vivere, ed anche quello che da cui sfuggiamo per puro spirito di conservazione. Non so se Massimo Troisi avesse mai letto questo splendido romanzo di Buzzati ma so che riuscì , nella sua genialità, ad inventare una frase che riassume in modo ironico un po' di quello che questo libro insegna: "Non bisogna amare per amore, ma per schifo. Perché l'amore finisce, ed è una delusione. Anche lo schifo finisce, però è una soddisfazione".

     

    June 12

    ERAGON....

    Eragon...la trilogia...

    Sulla pietra comparve una crepa. Poi un'altra, e un'altra ancora, Affascinato, Eragon si chinò a osservarla, il coltello stretto in pugno. In cima alla pietra, dove s'incontrava la ragnatela di fessure, un piccolo frammento sussultò, si sollevò e infine cadde sul pavimento. Dal foro sbucò una piccola testa nera”

    “Un'autentica opera di grande talento”
    The New York Times

    “Paolini prende gli archetipi del fantasy e li rende freschi e godibili grazie a una narrazione serrata e a un eroe che piace a tutti”
    Publishers Weekly

    “Insolito, potente, fresco, fluido. Un debutto impressionante per una carriera destinata a fiorire”
    Booklist

    Quando Eragon trova una liscia pietra blu nella foresta, è convinto che gli sia toccata una grande fortuna: potrà venderla e nutrire la sua famiglia per tutto l'inverno. Ma la pietra in realtà è un uovo. Quando si schiude rivelando il suo straordinario contenuto, un cucciolo di drago, Eragon scopre che gli è toccato in sorte un'eredità antica come l'Impero. Forte di una spada magica e dei consigli di un vecchio cantastorie, dovrà cavarsela in un universo denso di magia, mistero e insidie, imparare a distinguere l'amico dal nemico, dimostrare di essere il degno erede dei Cavalieri dei Draghi…

    L'AUTORE

    Christopher Paolini è nato il 17 novembre 1983, nella California del Sud, ma vive nella Paradise Valley, in Montana, insieme ai suoi genitori e alla sorella Angela. Hanno due animali: Otis, un gatto bianco e nero, e Annie, un piccolo cocker.

    L’educazione di Christopher ha una storia particolare: non ha frequentato una scuola vera e propria, ma sono stati i suoi genitori a fargli da insegnante. Per questo motivo Christopher ha potuto leggere moltissimo, nutrendo la propria immaginazione con i romanzi dei più grandi scrittori di tutti i tempi: non solo J.R.R. Tolkien e “Il signore degli Anelli”, ma anche Ursula Le Guin (“Il mago”) e Philip Pullman, la cui trilogia, “Queste Oscure Materie”, rimane a tutt’oggi uno dei suoi libri preferiti.

    Così come nei libri, anche nella musica Christopher è onnivoro, anche se ha una predilezione particolare per la musica classica, che ha il potere di ispirarlo in fase di scrittura. La battaglia finale di Eragon è stata scritta con in sottofondo i “Carmina Burana,” di Carl Orff.

    Come ama ripetere, la storia di Eragon è nata semplicemente dal suo amore per il fantasy e dal desiderio di scrivere una storia che lui per primo si divertisse a leggere. All’inizio era un vero e proprio passatempo: non pensava alla pubblicazione, mentre la scriveva. Ci è voluto un mese per ideare e organizzare la trama dell’intera trilogia. Quindi ha iniziato a scrivere a mano, su un quaderno. Raggiunte le sessanta pagine, ha ricopiato le proprie parole sul computer, su cui poi ha continuato a lavorare, anche se afferma che alcuni passaggi gli riescano meglio se scritti a mano.

    Christopher ha impiegato un anno a terminare la prima stesura di Eragon, quindi un secondo anno per rivederlo. Le prime persone a leggerlo sono stati i suoi genitori, a cui è tanto piaciuto da decidere di pubblicarlo a proprie spese. Nel frattempo Christopher ha realizzato la mappa di Alagaësia, i cui paradisi mozzafiato ricordano spesso il favoloso panorama che aspetta Christopher fuori dalla sua finestra. A quel punto tutta la famiglia Paolini ha investito ogni singola energia nella promozione del libro, toccando ogni librerie e biblioteca che incrociavano.
    L’anno successivo è trascorso tra presentazioni nelle librerie (135 in tutto) e nelle biblioteche, in cui Paolini si presentava vestito in abiti medioevali.

    Nell’estate del 2002, Carl Hiaasen, autore di numerosi libri per adulti e per ragazzi, ha acquistato una copia del libro durante una vacanza nel Montana e se ne è innamorato. L’ha consigliato al proprio editore, il quale ha immediatamente comprato i diritti di pubblicazione.

    Christopher afferma che, una volta terminata la trilogia dell’Eredità, si concederà una lunga vacanza per raccogliere idee su un nuovo libro.